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RSPP e RLS

Il datore di lavoro può fare da RSPP?

Aggiornata il 26 ottobre 2026 Verificato dall'Ing. Daniele Pignolo

In breve

Sì, nelle aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, agricole fino a 30, della pesca fino a 20 e nelle altre fino a 200, salvo alcune attività escluse. Serve informare l'RLS, frequentare il corso per datore di lavoro e il modulo per RSPP, e aggiornarsi ogni cinque anni.

In questa guida

Sì, in molte piccole aziende il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP). Ma non è automatico: dipende dal settore e dal numero di lavoratori, e richiede una formazione specifica con aggiornamento periodico.

Prima di tutto: l’RSPP va sempre designato

La designazione dell’RSPP è uno dei due obblighi del datore di lavoro che non possono essere delegati, insieme alla valutazione dei rischi. Ogni azienda con lavoratori deve quindi avere un RSPP. Le strade possibili sono tre:

  • il datore di lavoro stesso, nei casi ammessi dalla legge;
  • un dipendente con i requisiti richiesti;
  • una persona o un servizio esterno.

La legge chiede di organizzare il servizio prioritariamente all’interno dell’azienda. Il ricorso all’esterno diventa obbligatorio quando in azienda non c’è nessun dipendente con i requisiti necessari. In ogni caso, affidarsi a un esterno non ti esonera dalla tua responsabilità.

Un RSPP interno o esterno deve avere almeno il diploma di scuola secondaria superiore e aver frequentato i corsi specifici previsti dall’Accordo Stato-Regioni (moduli A, B e C), con un esonero da una parte dei corsi per chi ha alcune lauree specifiche.

Quando il datore di lavoro può farlo

Il D.Lgs. 81/2008 consente lo svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione in queste aziende:

  • aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori;
  • aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori;
  • aziende della pesca fino a 20 lavoratori;
  • altre aziende fino a 200 lavoratori.

Sono escluse alcune attività per cui il servizio di prevenzione e protezione deve essere interno, tra cui le aziende a rischio di incidente rilevante soggette a notifica, le centrali termoelettriche, gli impianti nucleari, le aziende che fabbricano o depositano esplosivi e, sopra certe dimensioni, industrie estrattive e strutture sanitarie. Per le aziende artigiane e industriali l’esclusione riguarda anche le aziende estrattive e le altre attività minerarie, qualunque sia il numero di lavoratori.

Prima di assumere il ruolo devi darne informazione preventiva al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

La formazione richiesta

Il percorso è definito dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sulla formazione. Per svolgere i compiti di RSPP il datore di lavoro deve frequentare:

  1. il corso per datore di lavoro, di almeno 16 ore, che è propedeutico;
  2. il modulo comune per il datore di lavoro che svolge i compiti del servizio di prevenzione e protezione, di 8 ore;
  3. un modulo integrativo se l’azienda opera in alcuni settori: agricoltura, silvicoltura e zootecnia (16 ore), pesca (12 ore), costruzioni (16 ore), chimico e petrolchimico (16 ore).

Sul corso propedeutico, che riguarda tutti i datori di lavoro, trovi i dettagli nella guida Il corso sicurezza per il datore di lavoro è obbligatorio?.

Se nel tuo caso svolgi anche i compiti di primo soccorso e di prevenzione incendi ed evacuazione, servono in più i corsi specifici previsti per gli addetti alle emergenze: la formazione da RSPP non li sostituisce. Per la parte antincendio vedi Addetto antincendio: che corso serve e ogni quanto aggiornarlo.

Aggiornamento e corsi fatti in passato

  • L’aggiornamento è quinquennale, di almeno 8 ore, a partire dalla data di conclusione del modulo comune.
  • I corsi frequentati con il precedente Accordo del 2011 sono riconosciuti secondo la tabella dell’Accordo 2025, con condizioni diverse per i moduli integrativi.
  • Secondo i chiarimenti del Ministero del Lavoro, se l’aggiornamento manca da più di dieci anni l’attestato non è più valido e il corso va ripetuto per intero; entro i dieci anni, completare l’aggiornamento anche in ritardo permette di tornare a svolgere il ruolo.

Conviene farlo da sé?

Dipende da quanto tempo puoi dedicarci e da quanto sono complessi i rischi della tua azienda. Fare l’RSPP significa seguire in prima persona la valutazione dei rischi, le misure di prevenzione, la formazione e le verifiche. Molti titolari scelgono questa strada per conoscere meglio la propria azienda; altri preferiscono un RSPP esterno per avere un riferimento tecnico continuo. In entrambi i casi la responsabilità del datore di lavoro resta la stessa.

Cosa fare in pratica

  1. Verifica se la tua azienda rientra nei limiti per settore e numero di lavoratori.
  2. Se vuoi fare l’RSPP, informa prima l’RLS e organizza il corso per datore di lavoro e il modulo comune, più l’eventuale modulo di settore.
  3. Se hai già un attestato, controlla la data dell’ultimo aggiornamento.
  4. Se scegli un RSPP interno o esterno, verifica che abbia i requisiti e formalizza la designazione.

Errori da evitare

  • Pensare che nelle piccole aziende l’RSPP non serva.
  • Assumere il ruolo senza aver completato la formazione richiesta.
  • Lasciare scadere l’aggiornamento per anni.
  • Credere che la formazione da RSPP copra anche primo soccorso e antincendio.
  • Pensare che con un RSPP esterno la responsabilità passi a lui.

Riferimenti normativi

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 17, comma 1, lettera b): designazione dell’RSPP, obbligo non delegabile.
  • D.Lgs. 81/2008, art. 31: servizio di prevenzione e protezione interno o esterno, casi di servizio interno obbligatorio.
  • D.Lgs. 81/2008, art. 32: requisiti di RSPP e addetti.
  • D.Lgs. 81/2008, art. 34 e Allegato II: svolgimento diretto dei compiti da parte del datore di lavoro.
  • Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR), Parte II punti 3 e 4, Parte III punto 2, Parte VII: corsi, aggiornamento e riconoscimento della formazione pregressa.
  • Ministero del Lavoro, FAQ sull’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025: quesiti n. 8 e n. 30.

Verifica normativa sul testo vigente aggiornata al 26 ottobre 2026

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